RISERVA NATURALE SPECIALE DELLA PALUDE DI SAN GENUARIO
La Riserva costituisce una delle poche interruzioni al continuum costituito dalla pianura risicola vercellese. Si estende per circa 426 ha, con una forma allungata in senso est-ovest, in corrispondenza di un antico terrazzo fluviale alla base del quale si colloca la testata di alcune risorgive. In ragione delle peculiari caratteristiche pedologiche, nell'ambito di tale area sono comprese porzioni di territorio storicamente marginali per gli usi agricoli.
All'interno del biotopo sono presenti stagni occupati da popolamenti a dominanza di idrofite radicanti sommerse o flottanti. Nel sito è presente, inoltre, una fitta rete di canali alimentati anche dalle acque dei fontanili che si collega alle risaie e ai grandi canali irrigui. È diffusa la presenza di popolamenti vegetali a macrofite acquatiche.
Le formazioni arboree presenti, pur relittuali, sono rappresentate da cenosi ben diversificate e caratterizzate da buona parte delle specie che definiscono i boschi planiziali ascrivibili al Querco-carpineto sub-atlantico e medioeuropeo del Carpinion betuli, con intrusioni di specie alloctone, quali la Robinia (Robinia pseudoacacia), che diventano competitive nella colonizzazione di aree libere. Si tratta di un habitat riconosciuto di interesse comunitario in quanto, pur essendo ascrivibili ad esso le formazioni climaciche a maggior diffusione potenziale in gran parte della Pianura Padana, è ormai confinato in gran parte in lembi relittuali e, solo localmente, esteso in formazioni di maggiori dimensioni. Le piccole dimensioni costituiscono di per sè una minaccia estremamente significativa per la sopravvivenza della comunità, unitamente al severo isolamento ecologico che la contraddistingue.
L'elevato interesse ornitologico deriva dal fatto che l'area è l'unica sito in Piemonte, e uno dei pochi a livello nazionale, dove nidificano contemporaneamente il Tarabuso (Botaurus stellaris), l'Airone rosso (Ardea purpurea) e il Falco di palude (Circus aeruginosus), specie legate ad ambienti di canneto di una certa estensione ed estremamente localizzati in Italia, oltre al Tarabusino (Ixobrychus minutus). Il sito è luogo di svernamento dell'Airone bianco maggiore (Egretta alba), nonchè di sosta e alimentazione di numerosi ardeidi (Nitticora, Sgarza ciuffetto, Airone cinerino, Garzetta, Airone bianco maggiore); è inoltre segnalata la presenza di Moretta tabaccata (Aythya nyroca), che nell'area potrebbe trovare un sito idoneo alla nidificazione. È presente una delle poche popolazioni note a livello regionale di Testuggine palustre europea (Emys orbicularis). Il Biotopo si trova in un comprensorio territoriale in cui sono presenti il Parco fluviale del Po, il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino e il Biotopo di Fontana Gigante. Attraverso interventi di gestione attiva è possibile connettere ecologicamente questi siti tra loro ripristinando, così, una piccola porzione degli ecosistemi primari della Pianura Padana.
RISERVA NATURALE SPECIALE DI FONTANA GIGANTE
Il biotopo di Fontana Gigante si estende per circa 314 ettari nel territorio del Comune di Tricerro, nella bassa pianura vercellese. L'area è caratterizzata dalla presenza di un bacino lacustre formato da otto corpi idrici contigui, di superficie variabile e occupanti in totale circa 12 ha; il livello delle acque è compreso tra i 10 e i 180 cm. La loro origine è legata alla bonifica di ambienti acquatici naturali e allo scavo di bacini a fini venatori e di pesca sportiva, successivamente andati incontro a un processo di naturalizzazione.
Il biotopo costituisce il secondo complesso idrico naturale della Provincia di Vercelli, dopo il Lago di Viverone. L'area ha caratteristiche di palude seminterrata, ricoperta per i due terzi da vegetazione con dominanza di canna palustre (fragmiteti) e, nelle zone periferiche, con presenza di saliceto paludoso arbustivo di Salix cinerea. Secondo una classificazione dei tipi vegetazionali presenti, formulata tenendo conto del livello di naturalità di rarità a livello locale e regionale e del potenziale di rinaturalizzazione, le cenosi di maggiore rilevanza conservazionistica sono: lamineto a Nuphar luteum, fragmiteto pioniero a Bidens cernua, fragmiteto maturo a Thelypteris palustris, arbusteto igrofilo a Salix cinerea, alneto igrofilo, incolto umido, arbusteto mesoigrofilo a Salix cinerea e Salix alba, querco-alneto mesofilo, querceto di ricostituzione a Quercus robur, querceto igrofilo a Quercus robur e Salix cinerea.
Nell'area sono state fino ad ora identificate 21 specie di Odonati che costituiscono circa il 50% di quelle segnalate in Piemonte. I Coleotteri Carabidi sono presenti con 57 specie, alcune delle quali presentano un notevole interesse per la sporadicità delle segnalazioni a livello regionale e per la marginalità rispetto all'areale noto. L'area costituisce inoltre rifugio per una ricca carabidofauna igrofila. Per quanto riguarda l'erpetofauna, sono segnalate 3 specie di anfibi e 6 specie di rettili autoctoni. Le più interessanti, in quanto segnalate nella pianura risicola solo in aree naturali o seminaturali relitte sono: Rospo comune (Bufo bufo), Orbettino (Anguis fragilis) e Vipera comune (Vipera aspis). Rilevante è la presenza della Testuggine palustre europea (Emys orbicularis), specie estremamente rara in regione.
A Fontana Gigante sono inoltre presenti 11 specie ornitiche d'interesse conservazionistico europeo, due prioritarie a livello nazionale (Tarabuso e Salciaiola), e 6 d'interesse conservazionistico regionale (3 nidificanti certe: Tarabuso, Airone rosso, Salciaiola; 3 nidificanti possibili: Mestolone, Alzavola, Falco di palude).
RISERVA NATURALE SPECIALE DI GHIAIA GRANDE
Il tratto collinare del Po fino a Casale è caratterizzato da un percorso con poche divagazioni, con l'unica eccezione della zona di questa riserva, 462 ettari intorno all'omonima lanca. Qui si è conservato un ambiente ricchissimo e unico nel suo genere. Oltre all'habitat di zona umida, con canneti e saliceti, sono presenti discrete superfici a gerbido dalla tipica vegetazione, ed estese aree boscate. La lanca è caratterizzata da vegetazione acquatica molto abbondante e diversificata;di particolare rilievo, in primavera, la fioritura dei nannufari.
Le presenze faunistiche comprendono: anatre, gruccioni, tarabusini, nitticore, folaghe, gallinelle d'acqua e garzette. Nella parte collinare della riserva il bosco, a strapiombo sul fiume, ospita una garzaia di Airone cenerino (Ardea cinerea) e Cormorano (Phalacrocorax carbo) e un sito di nidificazione di Nibbio bruno (Milvus migrans) e Poiana (Buteo buteo). La Riserva rappresenta, inoltre, un'importante zona di alimentazione, durante il periodo invernale, per il Falco di palude (Circus aeruginosus), l'Albanella reale (Circus cyaneus), lo Smeriglio (Falco columbarius) e il Falco pellegrino (Falco peregrinus). Tra i rettili è stata segnalata la presenza sporadica della Testuggine palustre (Emys orbicularis). Il sito ospita, infine, una popolazione di Chirotteri di notevole importanza conservazionistica ed è stata riscontrata recentemente la presenza del Moscardino (Muscardinus avellanarius).
AREA ATTREZZATA DELLE SPONDE FLUVIALI DI CASALE MONFERRATO
Individuata dalla legge istitutiva quale area di sfogo per il centro abitato di Casale l'area attrezzata, che occupa una superficie di 119 ettari, punta a ricostruire il legame tra la città e il fiume, sempre molto vivo nel passato, ma deterioratosi negli anni del ";boom economico";. Attualmente il suo uso è condizionato dai lavori di risistemazione delle sponde, resisi necessari a seguito dell'alluvione del 2000.
RISERVA NATURALE SPECIALE DELLA CONFLUENZA DEL SESIA E DEL GRANA
Si sviluppa su una superficie di 2.439 ettari, ed è senza dubbio il ";cuore naturale"; di tutto il tratto, in quanto il Po assume un carattere maestoso, con estesi ghiareti, bracci secondari e ampi saliceti periodicamente sommersi dalle piene.
La rotta migratoria che segue i due grandi fiumi, consente di osservare una grande quantità di uccelli, tra i quali gli aironi cenerini, che popolano anche d'inverno la garzaia situata presso la confluenza. Di particolare rilievo la nidificazione di Sterna comune (Sterna hirundo), Fraticello (Sterna albifrons) e Occhione (Burhinus oedicnemus)nei greti, mentre nella zona ad acqua più calma, si trovano piccoli limicoli: Piro-piro piccolo (Tringa hypoleucos), Piro-piro culbianco (Tringa ochropus), Pantana (Tringa nebularia), Combattente (Philomacus pugnax), Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus). Presenti di passo, durante le migrazioni, rapaci come il Falco pescatore (Pandion haliaëtus) e il Falco pellegrino (Falco peregrinus), mentre sono nidificanti il Gheppio (Falco tinnunculus), il Lodolaio (Falco subbuteo), il Nibbio bruno (Milvus migrans) e la Poiana (Buteo buteo). Da qualche anno un nutrito gruppo di cormorani provenienti dal nord Europa trascorre sul Po tutto l'inverno. Nelle zone boscate e in corrispondenza delle lanche, sono presenti, tra gli altri, Tarabusino (Ixobrychus minutus), Martin pescatore (Alcedo atthis), Folaga (Fulica atra), Gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), Tasso (Meles meles), Volpe (Vulpes vulpes), Puzzola (Mustela putorius) e Donnola (Mustela nivalis).
RISERVA NATURALE INTEGRALE DELLA GARZAIA DI VALENZA
Dopo varie modificazioni, attualmente la Riserva Integrale occupa 39 ettari di superficie. Nei periodi delle migrazioni si possono osservare i passaggi di specie nordiche di particolare pregio.
L'area umida, ampliata grazie agli interventi di rinaturalizzazione effettuati tra il 1991 e il 2003, costituisce ora un tutt'uno con la riserva della confluenza del Sesia. Prendendo a stretto modello l'ambiente naturale della lanca fluviale, sono stati realizzati, tramite attività di cava, due specchi d'acqua collegati fra loro.
RISERVA NATURALE SPECIALE DEL BOSCONE
L'area, di 545 ettari, situata quasi interamente in sponda sinistra, è quanto resta di un vasto comprensorio naturale che in passato era circondato da due rami del Po e costituito da un grande bosco planiziale (querceto) e da ampie radure. A seguito delle massicce regimazioni idrauliche degli anni '70, il fiume ora scorre tutto nel ramo di destra e la zona del Boscone è in gran parte coltivata. Restano però alcuni piacevoli lembi del bosco planiziale e bellissime lanche del vecchio ramo di sinistra, che vengono invase dal fiume durante le grosse piene.
Sono ormai sempre presenti, sulle sponde naturali in erosione, i nidi scavati dai gruccioni, mentre sugli alberi isolati nidifica il Falco lodolaio (Falco subbuteo). Parte della riserva interessa anche un grosso saliceto naturale in sponda destra, nei pressi della località ";Oche"; di Valenza.
RISERVA NATURALE SPECIALE DELLA CONFLUENZA DEL TANARO
Estesa su una superficie di 1.034 ettari, è la naturale continuazione della riserva del Boscone e comprende un'altra importante confluenza: quella del Tanaro. In passato, prima degli sconvolgimenti operati sulle sponde, la confluenza occupava una superficie di circa 9 chilometri quadrati, ora ridotti a poco più di due. L'area è caratterizzata da radi boschi, da un residuo di lanca e di 'ampi ghiareti in corrispondenza dell'incontro dei due corsi d'acqua.
Come per le riserve situate più a monte, anche lungo questo tratto del fiume si possono osservare i passaggi di numerosi uccelli migratori, in particolare, di aironi e cormorani mentre, in corrispondenza delle isole di ghiaia, sono presenti sterne, fraticelli e, da qualche tempo, molti gabbiani reali.
RISERVA NATURALE SPECIALE DEL TORRENTE ORBA
La vegetazione della Riserva (249 ettari) è varia e diversificata: salici e pioppi arbustivi occupano le zone immediatamente circostanti l'alveo, mentre nelle zone più alte e asciutte le colture cerealitiche sono intervallate da piccoli boschi. Più di mille anni fa, sui versanti del torrente si sviluppava la Selva d'Orba, esteso comprensorio che nel corso del tempo subì notevoli disboscamenti a causa delle attività agronomiche dei monaci Cistercensi e del fabbisogno di legname per i cantieri navali della Repubblica di Genova.
La fauna è tipica degli ambienti fluviali: tra i mammiferi si segnalano Capriolo (Capreolus capreolus), Volpe (Vulpes vulpes), Tasso (Meles meles), Faina (Martes foina), Lepre comune (Lepus europaeus). Nelle zone boscate, durante il periodo riproduttivo, si concentrano centinaia di aironi cenerino, nitticore e garzette. Sono presenti anche il Rampichino (Certhia brachydactyla) e il Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) e il Picchio rosso minore (Dendrocopos minor). I brevi terrazzi sabbiosi della golena offrono un ambiente favorevole alla nidificazione del Gruccione (Merops apiaster).
Copyright 2007 Parco del Po e dell'Orba - Realizzato da Uniware